Weekendance

Think fast! Fail fast! Fix fast! And if you miss the 1.0 version, go to my former blog


COMMENTS
ARCHIVE
FEEDS
“If they say, why, why?/Tell ’em it’s the DJ’s nature…” Non ne trovo traccia in Rete – salvo una bislacca edizione argentina – ma l’ho visto stamattina in edicola, da cui la foto qui sopra, per cui esiste: rollinstò ammerigano ha pubblicato l’ennesimo numero speciale su Michael Jackson (c’è un anniversario adesso? forse il compleanno di Paolo Madeddu? boh), e al suo interno, tra quanti a cui viene chiesto di raccontare il “loro” Jacko, c’è anche Diplo. Che dice delle cose molto “da dj” (tra cui: “I’ve just heard Billie Jean a hundred times. It’s almost like Michel Jackson is one of these artists you put on as a wedding dj or whatever”), e per questo – forse – non molto comprensibili da chi vive secondo una scala di valori normale… RS USA
“If they say, why, why?/Tell ’em it’s the DJ’s nature…” Non ne trovo traccia in Rete – salvo una bislacca edizione argentina – ma l’ho visto stamattina in edicola, da cui la foto qui sopra, per cui esiste: rollinstò ammerigano ha pubblicato l’ennesimo numero speciale su Michael Jackson (c’è un anniversario adesso? forse il compleanno di Paolo Madeddu? boh), e al suo interno, tra quanti a cui viene chiesto di raccontare il “loro” Jacko, c’è anche Diplo. Che dice delle cose molto “da dj” (tra cui: “I’ve just heard Billie Jean a hundred times. It’s almost like Michel Jackson is one of these artists you put on as a wedding dj or whatever”), e per questo – forse – non molto comprensibili da chi vive secondo una scala di valori normaleRS USA
If you’d told a raver in 1990 that the Olympics in 22 years time would be soundtracked by a band called “Fuck Buttons”, and that that band would have achieved significant success making music that sounded like an Italo-disco Stooges produced by Andrew Weatherall, they’d have looked at you funny, one imagines. Andrew Weatherall’s 30 greatest remixes. #23: “Sweet Love for Planet Earth (Andrew Weatherall remix)”by Fuck Buttons (2008) FACT MAGAZINE

Quei periodi in cui tutto sembra ruotare attorno alla Franca. E insomma, due giorni fa ci intrattenevamo sul suo rampollo prediletto limonante con Lana del Rey, oggi invece tocca al reportage fotografico sulla mostra dei 50 anni di Vogue (visitabile fino al 5 ottobre prossimo previa appuntamento – vd. link in fondo). Al di là dei gusti individuali in materia di fashion, modelle e relativa editoria, la mostra ha il suo perché soprattutto nei rapporti dimensionali tra evénto e sua rappresentazione: perché celebra i 50 anni di un colosso (oltre che l’apertura al pubblico, pagante, del proprio archivio digitale), ma lo fa con una mostra tutto sommato “piccola” (e povera), ma estremamente curata nell’allestimento. Un’intero piano della palazzina dove c’è la redazione del magazine trasformato in cornice per gigantografie di alcune delle immagini passate su quelle pagine in questi cinquant’anni. Dalle foto qui non si vede, ma le scritte al neon che introducono a ogni sala sono in effetti molto eleganti ed efficaci. (PS: mi ero segnato i nomi dei singoli fotografi, ma sono riuscito a perdermeli. Che vergogna).

1) la prima sala della mostra; 2) la preziosa conferma via email della “visita privata”; 3) cortile interno di piazza Castello 27: un cerbiatto sul cui muso scende una lacrima, e/o un levriero con la congiuntivite; 4) Virna Lisi, un tributo; 5) Cate Blanchett, la più bella di tutte; 6) Kate Moss grande come un’intiera parete di palazzo storico milanese, mentre legge un libro Penguin; 7) modella che manovra un’antica lucidatrice Hoover, dettaglio; 8) prese elettriche cammuffate con motivi floreali, dettaglio; 9) il “punk” according to Franca. VOGUE ITALIA 1964-2014

“Ragazzo che limoni Lana/limona con fierezza”. Se un’immagine dobbiamo scegliere, per ratificare ufficialmente la fine di questa estate 2014, che sia questa: il fotografo (oltre che fijo della Franca, certo) Francesco Carrozzini che limona con Lana Del Rey. A New York. Non ricordo se già l’ho raccontato qui o su Facebook, ma i due mi furono segnalati nell’atto di limonare anche in quel di Camogli – di passaggio, diretti a Portofino – a fine luglio scorso. (La frase esatta fu: “Oh, ce stava qu’a cantante, Lara Do Rey, che limonava con dei frosci della moda”. “Umpf, non erano dei frosci della moda, era il fijo della Franca”. “Vabbé, uguale”). Bene, è andata anche l’estate. THE SUN
“Ragazzo che limoni Lana/limona con fierezza”. Se un’immagine dobbiamo scegliere, per ratificare ufficialmente la fine di questa estate 2014, che sia questa: il fotografo (oltre che fijo della Franca, certo) Francesco Carrozzini che limona con Lana Del Rey. A New York. Non ricordo se già l’ho raccontato qui o su Facebook, ma i due mi furono segnalati nell’atto di limonare anche in quel di Camogli – di passaggio, diretti a Portofino – a fine luglio scorso. (La frase esatta fu: “Oh, ce stava qu’a cantante, Lara Do Rey, che limonava con dei frosci della moda”. “Umpf, non erano dei frosci della moda, era il fijo della Franca”. “Vabbé, uguale”). Bene, è andata anche l’estate. THE SUN
Sunday morning newsagent/3. On display: Red feat. Kirsten Durst, Vogue UK feat. Rosamund Pike, Harper’s Bazaar UK feat Claire Danes, AnOther Magazine feat. Kate Moss. MILAN FASHION WEEK
The good gigs are always the smaller gigs. The few I’ve done recently, just for fun, totally anonymously, were so much better than a normal gig: the soundsystem’s usually shit, but it’s really nice when nobody knows who you are. I did this normal gig at Glastonbury that was really good, and then I did one the next day, and only one or two people knew I was doing it. There was 10 people in a little bar in Glastonbury, dancing, when I got there. I DJ’d for about five hours, and by the end, it was just totally rammed. They slowly got attracted in. That was so much more fun. Aphex Twin nella monumentale, attesissima intevistona di Pitchfork. Cinque ore di set e non sentirle. Uno-di-noi, uno-di-noi. PITCHFORK
Se Joshua Tree aveva venduto 26 milioni di copie e Achtung Baby 18, All That You Can’t Leave Behind ne aveva vendute 12 e How to Dismantle an Atomic Bomb 10, l’ultimo No Line on the Horizon (2009) ne vende “solo” cinque milioni. Gli U2 degli anni Zero occupano ormai la parabola discendente dell’innovazione musicale. (…) Eppure, secondo una statistica pubblicata dalla rivista Billboard, nel decennio 2000-2010 gli U2 sono la seconda band che ha incassato di più, con una stima di 736 milioni di dollari (dietro solo ai Rolling Stones), nonché l’unica ad aver ottenuto tutti i concerti “sold-out”, sempre nello stesso arco di tempo… Tiziano Bonini: “Bono Vox e la confusione tra gratis e free (Ovvero come smisi d’amare gli U2)”. DOPPIOZERO
OsservatorioQR:

«Il tempietto del QR code segna la nascita di un nuovo culto». – di Weekendance

Da oggi sono anch’io un delatore di QR code!

OsservatorioQR:

«Il tempietto del QR code segna la nascita di un nuovo culto». – di Weekendance

Da oggi sono anch’io un delatore di QR code!

  • Fr: aereo in ritardo di 80 minuti.
  • DJ De Luca: mmh.
  • Fr: dici che succede The Strain?
  • DJ De Luca: AHAHAHAH!!!
  • DJ De Luca: se vedo il vermetto te sparo, sappilo.
  • DJ De Luca: “pé il tuo bbene”.
  • DJ De Luca: “nun c’hai il physique da vampiro”.
  • DJ De Luca: “sei terrone”.
  • Fr: ma no, a Milano il vermetto sarebbe fashion.
  • DJ De Luca: vermetto Karl Lagerfeld.
  • DJ De Luca: l’estroflessione dell’esofago è cafona, però.
  • DJ De Luca: non ce lo vedo – chessò – Marcelo Burlon con l’estroflessione.
  • Fr: nono, infatti.
  • DJ De Luca: però la campagna D&G con groviglio di esofaghi estroflessi su una spiaggia siciliana, quella riesco a figurarmela.
Ancora cinque-secondi-cinque di sabato scorso. Vedi post precedente: poi basta, giuro. Però mi piaceva questa panoramica della terrazza del Rock Island in hyperlapse, rubata all’Instagram di Gigi Mazzeschi. Ovviamente non c’è l’audio, ma voi immaginateci sotto “Atomic” di Blondie, o “House of Jealous Lovers” dei Rapture, o “Scream & Shout” di Will.I.Am & Britney… FESTA DELLA RETE

Scene da una (ex-)Blogfest. In realtà l’unica foto che avrei dovuto fare – la folla che ballava sulla terrazza del Rock Island alle quattro del mattino – è quella che non ho fatto. E non per ritrosia & modestia (figurarsi: ho un ego che è come il Kingpin nel Daredevil di Miller e Sienkiewicz, “grande quanto tutta Rhode Island”). No, è proprio che sul momento mi è passato di mente. Vogliate quindi gradire, invece, il fotoreportage dal pellegrinaggio pomeridiano del giorno prima (venerdì) in una Riccione piovosa, deserta e ormai invernale. E per quanto riguarda il party di sabato notte, magari buttate un occhio qui sotto al video rubato all’instagrammer Futuro Semplice, trovato grazie al capillare Storyfy della #FDR14 approntato dal Comune di Rimini (PS: era ancora relativamente presto, sarà stato poco dopo l’una: stava andando il Dirty South remix di “Just Can’t Get Enough”).

Per il resto, è stata una Blogfest assai carina e ci siamo tutti molto divertiti. Rifacciamola presto! 1) Riccione: là dove viale Ceccarini incontra il lungomare; 2) Riccione: viale Ceccarini (appunto); 3) Riccione: segnaletica; 4) e 5) Riccione, lungomare: icone maschili italiane anni Sessanta tra le decorazioni del Bagno 71; 6) Rimini, Hotel Imperiale: l’immancabile poltroncina macaròn in dotazione a qualsiasi stanza di albergo della zona (copia dell’Observer model’s own); 7) Rimini: la solita ruota panoramica sul lungomare; 8) Rimini: gente che verso mezzanotte inizia a ballare sulla terrazza del Rock Island (foto © Gianluca Neri); 9) Rimini, Rock Island: la vera ultimate hit della serata… FESTA DELLA RETE

“Ti ricordi che meraviglia/la blogfesta delle medie”. Fedele, con una costanza che ha davvero qualcosa di nipponico, a una tradizione che ormai ha superato la quinquennalità, il proprietario di questo tumblr si appresta – sabato sera – a rimettere i dischi al party dell’evénto formerly known as Blogfest, da qualche settimana ribattezzato Festa della Rete. La location è il meraviglioso Rock Island in fondo al molo di Rimini, la missione è come al solito quella di far ballare “Gloria” di Umberto Tozzi al blogger Leonardo (visto che a far ballare i Dexys Midnight Runners a Luca Sofri ci si è rinunciato ormai da tempo), e già girano spoiler e anticipazioni sulla scaletta della serata… Aggiungeteci pure che nelle ore immediatamente precedenti il party, sempre lì alla FDR si svolgerà il panel dei panel. Potete seriamente prendere in considerazione la possibilità di non esserci? No, dai. FESTA DELLA RETE
“Ti ricordi che meraviglia/la blogfesta delle medie”. Fedele, con una costanza che ha davvero qualcosa di nipponico, a una tradizione che ormai ha superato la quinquennalità, il proprietario di questo tumblr si appresta – sabato sera – a rimettere i dischi al party dell’evénto formerly known as Blogfest, da qualche settimana ribattezzato Festa della Rete. La location è il meraviglioso Rock Island in fondo al molo di Rimini, la missione è come al solito quella di far ballare “Gloria” di Umberto Tozzi al blogger Leonardo (visto che a far ballare i Dexys Midnight Runners a Luca Sofri ci si è rinunciato ormai da tempo), e già girano spoiler e anticipazioni sulla scaletta della serata… Aggiungeteci pure che nelle ore immediatamente precedenti il party, sempre lì alla FDR si svolgerà il panel dei panel. Potete seriamente prendere in considerazione la possibilità di non esserci? No, dai. FESTA DELLA RETE
Cortesie tra dj/3. Terza puntata della rubrica preferita di questo tumblr (qui e qui i primi due episodi). In questo numero: Andy Votel twitta che il suo nuovo album come Neotantrik avrà in copertina una vecchia foto di Daria Nicolodi – fra l’altro mamma di Asia Argento – e lei di rimando lo cuoricina. (Chi è il secondo dj delle cortesie tra di del titolo? Asia ovviamente, che ha agevolato il tutto). NEOTANTRIK
Cortesie tra dj/3. Terza puntata della rubrica preferita di questo tumblr (qui e qui i primi due episodi). In questo numero: Andy Votel twitta che il suo nuovo album come Neotantrik avrà in copertina una vecchia foto di Daria Nicolodi – fra l’altro mamma di Asia Argento – e lei di rimando lo cuoricina. (Chi è il secondo dj delle cortesie tra di del titolo? Asia ovviamente, che ha agevolato il tutto). NEOTANTRIK
E finalmente anch’io posso dire: “Mi voleva Strehler”. Dlin dlon, oggi pomeriggio alle 18, nell’ambito dei lavori a margine della 19esima edizione del “Milano Film Festival”, il proprietario di questo Tumblr introduce la raccolta di interviste a vecchie carampane della new wave italiana Gli altri Ottanta. Non al Parco Sempione, neh, ma alla “sala di lettura” contigua al Teatro Strehler. Presenzieranno l’autrice Livia Satriano e l’agitatore culturale Philopat. Dlin dlon. MILANO FILM FESTIVAL
E finalmente anch’io posso dire: “Mi voleva Strehler”. Dlin dlon, oggi pomeriggio alle 18, nell’ambito dei lavori a margine della 19esima edizione del “Milano Film Festival”, il proprietario di questo Tumblr introduce la raccolta di interviste a vecchie carampane della new wave italiana Gli altri Ottanta. Non al Parco Sempione, neh, ma alla “sala di lettura” contigua al Teatro Strehler. Presenzieranno l’autrice Livia Satriano e l’agitatore culturale Philopat. Dlin dlon. MILANO FILM FESTIVAL
Quando un giorno ci ricorderemo di come iniziò la rivoluzione. «Click baiting = defollow è la minaccia più grande (…) perché se c’è una cosa che fa paura a chi ha bisogno che i propri contenuti circolino sui social network, è proprio la possibilità di perdere utenti. (…) È chiaro che nel breve, forse anche nel medio periodo condividere quelli che per Repubblica.it (per esempio) sono i “temi caldi”, fa crescere il numero dei fan, dei follower. Ma sul lungo periodo, che follower saranno? Saranno fedeli? O si stancheranno presto? E non è che ad un certo punto succederà che la somma algebrica di quelli che mettono “like” e di quelli che lo tolgono avrà un segno negativo?». ALBERTO PULIAFITO
Quando un giorno ci ricorderemo di come iniziò la rivoluzione. «Click baiting = defollow è la minaccia più grande (…) perché se c’è una cosa che fa paura a chi ha bisogno che i propri contenuti circolino sui social network, è proprio la possibilità di perdere utenti. (…) È chiaro che nel breve, forse anche nel medio periodo condividere quelli che per Repubblica.it (per esempio) sono i “temi caldi”, fa crescere il numero dei fan, dei follower. Ma sul lungo periodo, che follower saranno? Saranno fedeli? O si stancheranno presto? E non è che ad un certo punto succederà che la somma algebrica di quelli che mettono “like” e di quelli che lo tolgono avrà un segno negativo?». ALBERTO PULIAFITO