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I had a promo of “LFO” by LFO a few weeks before it came out and was in the fortunate position of being able to play it to a room full of people on a huge soundsystem every week. Nowadays, a few people might come up to ask what a record is, but the first time I played this over half the people in the club came up to ask what it was. People would spontaneously start applauding when the bass break came in, and the bar staff would plead with me not to play it as glasses would start falling off the shelves. It really felt like the future had arrived. JD Twitch degli Optimo (qui come “Stirmonster”) ricorda in un forum Mark Bell degli LFO di cui è stata diffusa oggi la notizia della morte. ILXOR.COM
“VIVA HARVEY, VIVA HOLMES, VIVA WEA-THER-ALL!”. Mentre su Milano stanno cominciando ad allungarsi le prime ombre dell’autunno, stasera il proprietario del qui presente tumblr tornerà a scuotere le pigre coscienze bourgeois dei Navigli con la disco affamata, hooligana e soprattutto molto marxista. Più economisti, meno cubiste! Più cassa integrazione, meno cassa dritta! Meno free drink, più buoni pasto! 65METRIQUADRI
“VIVA HARVEY, VIVA HOLMES, VIVA WEA-THER-ALL!”. Mentre su Milano stanno cominciando ad allungarsi le prime ombre dell’autunno, stasera il proprietario del qui presente tumblr tornerà a scuotere le pigre coscienze bourgeois dei Navigli con la disco affamata, hooligana e soprattutto molto marxista. Più economisti, meno cubiste! Più cassa integrazione, meno cassa dritta! Meno free drink, più buoni pasto! 65METRIQUADRI
Sono perfettamente conscio che quando suono al Panorama Bar, il 70% della gente che è lì a ballare non sa neanche chi ci sia dietro i piatti: non mi conosce, e non conosce la mia musica. È lì perché è il Panorama Bar, perché vuole ballare un certo tipo di musica, e chi ci suona deve essere capace di creare un mood adatto a quel posto e a quella serata. Sono molto più teso quando faccio il dj che quando suono dal vivo. In qualcuna delle date con i Radiohead magari è capitato di sentire qualche fischio, ma se sei in un club e senti dire: «Ma che cazzo ha messo ’sto coglione?», fa un effetto completamente diverso… Caribou, the Colasanti 2014 interview. SOUNDWALL
Sunday morning newsagent/4. Messaggerie Musicali: Milano, corso Vittorio Emanuele. On display: Raise (“Raise n’est pas un magazine artistique de plus, où l’on voit encore et toujours la même chose… Chaque numéro met en lumière sept auteurs et sept photographes. Les artistes bénéficient d’une totale liberté d‘expression”), System (“System is a dynamic magazine celebrating the fashion industry and its impact on the world”), The Good Life (“The Good Life est le premier magazine masculin hybride: news & lifestyle”), Wonderland (“Wonderland is an international, independently published magazine offering a unique perspective on the best new and established talent across all popular culture: fashion, film, music and art. We entertain, challenge and inform both men and women”), Harper’s Bazaar España (“Toda la información sobre el mundo de la moda, lifestyle, celebridades y belleza. La revista de moda más sofisticada del quiosco”), TAR Magazine (“Tar is the sticky stuff we pave our roads and build our roofs with. It affords us travel and shelters us from the storm. It is also an anagram of the word art”), Love (“The Love Magazine, Clerkenwell”). MESSAGGERIE MUSICALI
Lapsus freudiano, Walt Disney edition. Una sta nella collezione autunno-inverno 2014 di Bella Freud, l’altra no. BELLA FREUD
Lapsus freudiano, Walt Disney edition. Una sta nella collezione autunno-inverno 2014 di Bella Freud, l’altra no. BELLA FREUD
“If they say, why, why?/Tell ’em it’s the DJ’s nature…” Non ne trovo traccia in Rete – salvo una bislacca edizione argentina – ma l’ho visto stamattina in edicola, da cui la foto qui sopra, per cui esiste: rollinstò ammerigano ha pubblicato l’ennesimo numero speciale su Michael Jackson (c’è un anniversario adesso? forse il compleanno di Paolo Madeddu? boh), e al suo interno, tra quanti a cui viene chiesto di raccontare il “loro” Jacko, c’è anche Diplo. Che dice delle cose molto “da dj” (tra cui: “I’ve just heard Billie Jean a hundred times. It’s almost like Michel Jackson is one of these artists you put on as a wedding dj or whatever”), e per questo – forse – non molto comprensibili da chi vive secondo una scala di valori normale… RS USA
“If they say, why, why?/Tell ’em it’s the DJ’s nature…” Non ne trovo traccia in Rete – salvo una bislacca edizione argentina – ma l’ho visto stamattina in edicola, da cui la foto qui sopra, per cui esiste: rollinstò ammerigano ha pubblicato l’ennesimo numero speciale su Michael Jackson (c’è un anniversario adesso? forse il compleanno di Paolo Madeddu? boh), e al suo interno, tra quanti a cui viene chiesto di raccontare il “loro” Jacko, c’è anche Diplo. Che dice delle cose molto “da dj” (tra cui: “I’ve just heard Billie Jean a hundred times. It’s almost like Michel Jackson is one of these artists you put on as a wedding dj or whatever”), e per questo – forse – non molto comprensibili da chi vive secondo una scala di valori normaleRS USA
If you’d told a raver in 1990 that the Olympics in 22 years time would be soundtracked by a band called “Fuck Buttons”, and that that band would have achieved significant success making music that sounded like an Italo-disco Stooges produced by Andrew Weatherall, they’d have looked at you funny, one imagines. Andrew Weatherall’s 30 greatest remixes. #23: “Sweet Love for Planet Earth (Andrew Weatherall remix)”by Fuck Buttons (2008) FACT MAGAZINE

Quei periodi in cui tutto sembra ruotare attorno alla Franca. E insomma, due giorni fa ci intrattenevamo sul suo rampollo prediletto limonante con Lana del Rey, oggi invece tocca al reportage fotografico sulla mostra dei 50 anni di Vogue (visitabile fino al 5 ottobre prossimo previa appuntamento – vd. link in fondo). Al di là dei gusti individuali in materia di fashion, modelle e relativa editoria, la mostra ha il suo perché soprattutto nei rapporti dimensionali tra evénto e sua rappresentazione: perché celebra i 50 anni di un colosso (oltre che l’apertura al pubblico, pagante, del proprio archivio digitale), ma lo fa con una mostra tutto sommato “piccola” (e povera), ma estremamente curata nell’allestimento. Un’intero piano della palazzina dove c’è la redazione del magazine trasformato in cornice per gigantografie di alcune delle immagini passate su quelle pagine in questi cinquant’anni. Dalle foto qui non si vede, ma le scritte al neon che introducono a ogni sala sono in effetti molto eleganti ed efficaci. (PS: mi ero segnato i nomi dei singoli fotografi, ma sono riuscito a perdermeli. Che vergogna).

1) la prima sala della mostra; 2) la preziosa conferma via email della “visita privata”; 3) cortile interno di piazza Castello 27: un cerbiatto sul cui muso scende una lacrima, e/o un levriero con la congiuntivite; 4) Virna Lisi, un tributo; 5) Cate Blanchett, la più bella di tutte; 6) Kate Moss grande come un’intiera parete di palazzo storico milanese, mentre legge un libro Penguin; 7) modella che manovra un’antica lucidatrice Hoover, dettaglio; 8) prese elettriche cammuffate con motivi floreali, dettaglio; 9) il “punk” according to Franca. VOGUE ITALIA 1964-2014

“Ragazzo che limoni Lana/limona con fierezza”. Se un’immagine dobbiamo scegliere, per ratificare ufficialmente la fine di questa estate 2014, che sia questa: il fotografo (oltre che fijo della Franca, certo) Francesco Carrozzini che limona con Lana Del Rey. A New York. Non ricordo se già l’ho raccontato qui o su Facebook, ma i due mi furono segnalati nell’atto di limonare anche in quel di Camogli – di passaggio, diretti a Portofino – a fine luglio scorso. (La frase esatta fu: “Oh, ce stava qu’a cantante, Lara Do Rey, che limonava con dei frosci della moda”. “Umpf, non erano dei frosci della moda, era il fijo della Franca”. “Vabbé, uguale”). Bene, è andata anche l’estate. THE SUN
“Ragazzo che limoni Lana/limona con fierezza”. Se un’immagine dobbiamo scegliere, per ratificare ufficialmente la fine di questa estate 2014, che sia questa: il fotografo (oltre che fijo della Franca, certo) Francesco Carrozzini che limona con Lana Del Rey. A New York. Non ricordo se già l’ho raccontato qui o su Facebook, ma i due mi furono segnalati nell’atto di limonare anche in quel di Camogli – di passaggio, diretti a Portofino – a fine luglio scorso. (La frase esatta fu: “Oh, ce stava qu’a cantante, Lara Do Rey, che limonava con dei frosci della moda”. “Umpf, non erano dei frosci della moda, era il fijo della Franca”. “Vabbé, uguale”). Bene, è andata anche l’estate. THE SUN
Sunday morning newsagent/3. On display: Red feat. Kirsten Durst, Vogue UK feat. Rosamund Pike, Harper’s Bazaar UK feat Claire Danes, AnOther Magazine feat. Kate Moss. MILAN FASHION WEEK
The good gigs are always the smaller gigs. The few I’ve done recently, just for fun, totally anonymously, were so much better than a normal gig: the soundsystem’s usually shit, but it’s really nice when nobody knows who you are. I did this normal gig at Glastonbury that was really good, and then I did one the next day, and only one or two people knew I was doing it. There was 10 people in a little bar in Glastonbury, dancing, when I got there. I DJ’d for about five hours, and by the end, it was just totally rammed. They slowly got attracted in. That was so much more fun. Aphex Twin nella monumentale, attesissima intevistona di Pitchfork. Cinque ore di set e non sentirle. Uno-di-noi, uno-di-noi. PITCHFORK
Se Joshua Tree aveva venduto 26 milioni di copie e Achtung Baby 18, All That You Can’t Leave Behind ne aveva vendute 12 e How to Dismantle an Atomic Bomb 10, l’ultimo No Line on the Horizon (2009) ne vende “solo” cinque milioni. Gli U2 degli anni Zero occupano ormai la parabola discendente dell’innovazione musicale. (…) Eppure, secondo una statistica pubblicata dalla rivista Billboard, nel decennio 2000-2010 gli U2 sono la seconda band che ha incassato di più, con una stima di 736 milioni di dollari (dietro solo ai Rolling Stones), nonché l’unica ad aver ottenuto tutti i concerti “sold-out”, sempre nello stesso arco di tempo… Tiziano Bonini: “Bono Vox e la confusione tra gratis e free (Ovvero come smisi d’amare gli U2)”. DOPPIOZERO
OsservatorioQR:

«Il tempietto del QR code segna la nascita di un nuovo culto». – di Weekendance

Da oggi sono anch’io un delatore di QR code!

OsservatorioQR:

«Il tempietto del QR code segna la nascita di un nuovo culto». – di Weekendance

Da oggi sono anch’io un delatore di QR code!

  • Fr: aereo in ritardo di 80 minuti.
  • DJ De Luca: mmh.
  • Fr: dici che succede The Strain?
  • DJ De Luca: AHAHAHAH!!!
  • DJ De Luca: se vedo il vermetto te sparo, sappilo.
  • DJ De Luca: “pé il tuo bbene”.
  • DJ De Luca: “nun c’hai il physique da vampiro”.
  • DJ De Luca: “sei terrone”.
  • Fr: ma no, a Milano il vermetto sarebbe fashion.
  • DJ De Luca: vermetto Karl Lagerfeld.
  • DJ De Luca: l’estroflessione dell’esofago è cafona, però.
  • DJ De Luca: non ce lo vedo – chessò – Marcelo Burlon con l’estroflessione.
  • Fr: nono, infatti.
  • DJ De Luca: però la campagna D&G con groviglio di esofaghi estroflessi su una spiaggia siciliana, quella riesco a figurarmela.