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NY clubbing archaeology/08 (fine): 7305 5th Ave, Bay Ridge, Brooklyn. 1977: “Six Brothers Paint & Hardware”, il negozio di vernici dove lavorava Tony Manero in “Saturday Night Fever” (NB: in origine il numero civico era 7309). Settembre 2009: “Pearson’s Paint & Hardware”, un negozio di vernici il cui commesso non ha la minima idea di cosa sia “Saturday Night Fever”… («Heya, why ya taking picture? Really? A movie? in 1977?!? Where da ya come from, Italy? Awesome!»). SATURDAY NIGHT FEVER

NY clubbing archaeology/08 (fine): 7305 5th Ave, Bay Ridge, Brooklyn. 1977: “Six Brothers Paint & Hardware”, il negozio di vernici dove lavorava Tony Manero in “Saturday Night Fever” (NB: in origine il numero civico era 7309). Settembre 2009: “Pearson’s Paint & Hardware”, un negozio di vernici il cui commesso non ha la minima idea di cosa sia “Saturday Night Fever”… («Heya, why ya taking picture? Really? A movie? in 1977?!? Where da ya come from, Italy? Awesome!»). SATURDAY NIGHT FEVER

NY clubbing archaeology/07. “Lenny’s Pizza”, 86th Street, Bensonhurst, Brooklyn. 1977: la scena iniziale di “Saturday Night Fever”. Settembre 2009: come vedete dalla foto Lenny’s Pizza esiste ancora, sta accanto a uno Starbucks, fa una pizza (ve lo giuro) di merda, e dentro nessuno ha la più vaga, lontana idea che lì sia stata girata la scena di apertura di “Saturday Night Fever” («Haya Tony, two or three?» «Two, two, gimme two, that’s right»: potrei recitarlo a memoria, come certi con “Rocky Horror Picture Show”…). Per la cronaca, esiste una foto compromettentissima del proprietario di questo blog che rifà l’inquadratura sotto nel ruolo di Tony Manero, ma per fortuna non la vedrete mai… SATURDAY NIGHT FEVER

NY clubbing archaeology/07. “Lenny’s Pizza”, 86th Street, Bensonhurst, Brooklyn. 1977: la scena iniziale di “Saturday Night Fever”. Settembre 2009: come vedete dalla foto Lenny’s Pizza esiste ancora, sta accanto a uno Starbucks, fa una pizza (ve lo giuro) di merda, e dentro nessuno ha la più vaga, lontana idea che lì sia stata girata la scena di apertura di “Saturday Night Fever” («Haya Tony, two or three?» «Two, two, gimme two, that’s right»: potrei recitarlo a memoria, come certi con “Rocky Horror Picture Show”…). Per la cronaca, esiste una foto compromettentissima del proprietario di questo blog che rifà l’inquadratura sotto nel ruolo di Tony Manero, ma per fortuna non la vedrete mai… SATURDAY NIGHT FEVER

E insomma, in una serata in cui la palette di opzioni comprendeva: Jack Peñate con supporto i Miike Snow al Mercury Lounge,  gl’inutili Deerhoof da un’altra parte, un pleonastico party della settimanadellamoda sulla Bowery e – vi prego di crederlo perchè è meravigliosamente vero – il subappalto di un invito a una festa privata a casa di Simona Ventura, qui invece si è scelto di andare «down / to Alphabet Street», come diceva la canzone, per il debutto in territorio di Manhattan del Bon Iver riccionese Mr. Brace. Che poi mi è toccato far finta di saperlo, ma pare che ’sto SideWalk sia il posto dove hanno debuttato, fra gli altri, Beck, Moldy Peaches e Regina Spektor. E fra l’altro al riccionese gli è venuta fuori a tratti una vena jackpeñatesca che non faceva rimpiangere di non essere andati al Mercury Lounge (e pure una curiosa deriva-Jannacci che probabilmente doveva non far rimpiangere di non esseresi imbucati da Simooona). Bravo, bravo. MR.BRACE

E insomma, in una serata in cui la palette di opzioni comprendeva: Jack Peñate con supporto i Miike Snow al Mercury Lounge, gl’inutili Deerhoof da un’altra parte, un pleonastico party della settimanadellamoda sulla Bowery e – vi prego di crederlo perchè è meravigliosamente vero – il subappalto di un invito a una festa privata a casa di Simona Ventura, qui invece si è scelto di andare «down / to Alphabet Street», come diceva la canzone, per il debutto in territorio di Manhattan del Bon Iver riccionese Mr. Brace. Che poi mi è toccato far finta di saperlo, ma pare che ’sto SideWalk sia il posto dove hanno debuttato, fra gli altri, Beck, Moldy Peaches e Regina Spektor. E fra l’altro al riccionese gli è venuta fuori a tratti una vena jackpeñatesca che non faceva rimpiangere di non essere andati al Mercury Lounge (e pure una curiosa deriva-Jannacci che probabilmente doveva non far rimpiangere di non esseresi imbucati da Simooona). Bravo, bravo. MR.BRACE

NY clubbing archaeology/06. 254 West 54th St. 1977-1980: Studio 54. Settembre 2009: un teatro e un complesso di uffici. STUDIO 54

NY clubbing archaeology/06. 254 West 54th St. 1977-1980: Studio 54. Settembre 2009: un teatro e un complesso di uffici. STUDIO 54

NY clubbing archaeology/05. 407 West 43rd St. 1971-1981: The Sanctuary. Settembre 2009: un teatrino abbastanza “turistico”. THE SANCTUARY

NY clubbing archaeology/05. 407 West 43rd St. 1971-1981: The Sanctuary. Settembre 2009: un teatrino abbastanza “turistico”. THE SANCTUARY

NY clubbing archaeology/04. 172 Mercer St. 1972-1977: The Gallery. Settembre 2009: degli uffici (PS: questo è il più triste di tutti i “che fine ha fatto”, no contest). THE GALLERY

NY clubbing archaeology/04. 172 Mercer St. 1972-1977: The Gallery. Settembre 2009: degli uffici (PS: questo è il più triste di tutti i “che fine ha fatto”, no contest). THE GALLERY

NY clubbing archaeology/03. 647 Broadway. 1970-1975: The Loft (original location). Settembre 2009: un’abitazione privata, come del resto ai tempi del Loft (era la casa di David Mancuso). THE LOFT

NY clubbing archaeology/03. 647 Broadway. 1970-1975: The Loft (original location). Settembre 2009: un’abitazione privata, come del resto ai tempi del Loft (era la casa di David Mancuso). THE LOFT

“We Live in Brooklyn Baby” by Roy Ayers (1972). «We live in Brooklyn baby / We’re trying to make it baby / Our time is now / We gotta make it baby.» Wow. ROY AYERS

NY clubbing archaeology/02. 110 West 43rd St. 1973-1978: Le Jardin. Settembre 2009: un cantiere e, accanto, una banca. LE JARDIN

NY clubbing archaeology/02. 110 West 43rd St. 1973-1978: Le Jardin. Settembre 2009: un cantiere e, accanto, una banca. LE JARDIN

NY clubbing archaeology/01. 84 King Street (West SoHo). 1977-1987: Paradise Garage. Settembre 2009: beh… un garage. PARADISE GARAGE

NY clubbing archaeology/01. 84 King Street (West SoHo). 1977-1987: Paradise Garage. Settembre 2009: beh… un garage. PARADISE GARAGE

A sorpresa, si riformano e fanno uno show fuori Milano

Ma non sono i due fratelli tangheri di Manchester che ci hanno ripensato… Sono invece i due di Weekendance il-vecchio-show-radiofonico – Luca de Gennaro e il proprietario di questo blog – che dopo essersi in effetti già riformati in ogni modo possibile nei mesi passati, stasera dalle 22.00 alle 23.00 dovrebbero chiudere il cerchio e fare un’ora di spettacolino radiofonico in diretta dalla Magnolia Parade, sulla radio online di Diesel. DIESEL U-MUSIC

“Baggy Bottom Boys” by Jokers Of The Scene. Il miglior pezzo rave-vival dell’ultimo anno, ora anche in video. JOKERS OF THE SCENE

Il mondo stava col fiato sospeso

Il disco dei Bloody Beetroots, in effetti, è decisamente buono. E giuro che ero partito con tutte le prevenzioni possibili e immaginabili. (And on a partially related subject: un paio di giorni che non venivo sul mio stesso blog, e voialtri di là nei commenti l’avete trasformato in un forum pro/contro Steve Aoki. Grandi! È così che si fa). THE BLOODY BEETROOTS