
NY clubbing archaeology/04. 172 Mercer St. 1972-1977: The Gallery. Settembre 2009: degli uffici (PS: questo è il più triste di tutti i “che fine ha fatto”, no contest). THE GALLERY

NY clubbing archaeology/04. 172 Mercer St. 1972-1977: The Gallery. Settembre 2009: degli uffici (PS: questo è il più triste di tutti i “che fine ha fatto”, no contest). THE GALLERY

NY clubbing archaeology/03. 647 Broadway. 1970-1975: The Loft (original location). Settembre 2009: un’abitazione privata, come del resto ai tempi del Loft (era la casa di David Mancuso). THE LOFT
“We Live in Brooklyn Baby” by Roy Ayers (1972). «We live in Brooklyn baby / We’re trying to make it baby / Our time is now / We gotta make it baby.» Wow. ROY AYERS

NY clubbing archaeology/02. 110 West 43rd St. 1973-1978: Le Jardin. Settembre 2009: un cantiere e, accanto, una banca. LE JARDIN

NY clubbing archaeology/01. 84 King Street (West SoHo). 1977-1987: Paradise Garage. Settembre 2009: beh… un garage. PARADISE GARAGE
Ma non sono i due fratelli tangheri di Manchester che ci hanno ripensato… Sono invece i due di Weekendance il-vecchio-show-radiofonico – Luca de Gennaro e il proprietario di questo blog – che dopo essersi in effetti già riformati in ogni modo possibile nei mesi passati, stasera dalle 22.00 alle 23.00 dovrebbero chiudere il cerchio e fare un’ora di spettacolino radiofonico in diretta dalla Magnolia Parade, sulla radio online di Diesel. DIESEL U-MUSIC
“Baggy Bottom Boys” by Jokers Of The Scene. Il miglior pezzo rave-vival dell’ultimo anno, ora anche in video. JOKERS OF THE SCENE
Il disco dei Bloody Beetroots, in effetti, è decisamente buono. E giuro che ero partito con tutte le prevenzioni possibili e immaginabili. (And on a partially related subject: un paio di giorni che non venivo sul mio stesso blog, e voialtri di là nei commenti l’avete trasformato in un forum pro/contro Steve Aoki. Grandi! È così che si fa). THE BLOODY BEETROOTS
L’intervista su Repubblica di oggi, pagine cultura, nella quale il decano della New York Review of Books Daniel Mendelsohn spara a zero (fra l’altro) contro Tarantino, m’ha fatto venire una gran voglia di leggere il resoconto di un ipotetico – e ovviamente tutto da organizzare – incontro tra i due. Anche perchè le cose che Mendelsohn gli rinfaccia («Si ha l’impressione di non trovarsi alla presenza di un creatore ma di uno spettatore, incapace di parlare della vita reale perchè tutto ciò che conosce proviene da altri film») sono fondamentalmente vere, anche se, come dire, è la modernità, Daniel. REPUBBLICA
Suppongo di non essere esattamente l’unico ad averlo notato, ma la sincronia tra il ritorno (almeno qui in Italia) di Jello Biafra e la morte dell’ultimo Kennedy facente politica, è parecchio curiosa. Comunque, sul sito di XL c’è un’intervista piuttosto carina con lui (lui Jello), che alla fine passano gli anni ma quella certa arguzia da prankster consumato ce l’ha sempre. Il disco dei suoi The Guantanamo School of Medicine s’intitola “The Audacity of Hype”, che è ovviamente una parodia della biografia ufficiale di Obamone nostro… XL
Se vi avanzano venti minuti (ma per avere un’idea è sufficiente il primo minuto e 30), ecco la commovente versione poveristica DIY di “Part of the Weekend Never Dies” e/o “A † the Universe” ad opera del solito – e chi sennò – Steve Aoki. (PS: lo so che un paio di voialtri lettori sono amici suoi, ma che cazzo: è “Oh La La” di Wiseguys quella che si sente a un certo punto? ma cos’è, scemo? glielo dite, per favore? Eddai, su.) SKANDALIZER TV
Uno si fa pure una ragione d’essere tornato – il 17 agosto – in una Milano che pare bombardata, ostaggio di un caldo porco che pure l’acqua fredda scende dal rubinetto calda, ma le pubblicità di Benetton in metropolitana con i cappottini e le sciarpine di lana no, scusate: quello proprio no. BENETTON