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“E dopo la trilogia berlinese, la cinquina tedesca”. Il meme migliore di questi Mondiali di calcio, e forse uno dei migliori della storia di Internét. (PS: la copertina di “Voyager” di Momus non c’entra nulla, ce l’ho messa solo per simpatia). JOACHIM LÖW

EDIT: sì, lo so, intanto che postavo i cinque son diventati sei…
EDIT/2: sì, ok, sette

Thick Pigeon, “Subway” (Les Disques Du Crépuscule, 1982). Un piccolo, piccolissimo omaggio alla memoria di Annik Honoré (vedi post precedente). A fermarsi un secondo a pensarci, la quantità di dischi straordinari pubblicati (praticamente in sordina) dalla Crépuscule, è incredibile anche per i parametri di metà anni ’80. THICK PIGEON

“There’s another story too, which got turned into a movie, but that shouldn’t define her”

Ok, Faletti, ci mancherebbe. Ma il morto “nostro” della settimana appena passata è stato Annik Honoré: che le cronache mondane ricorderanno per sempre come “l’amante sfasciafamiglie belga di Ian Curtis”, ma che fu in effetti molto di più, come ricorda questo breve ma toccante (ed elegante, pure) post della Crépuscule – etichetta che peraltro lei co-fondò nel 1980. LES DISQUES DU CRÉPUSCULE
“No, ma l’eleganza dei francesi, guarda”. “Un fait divers et rien de plus” dei Le Club. Dissotterrata dai ricordi della prima liceo dalla newsletter di Phonica (Balearica Records ne ha appena ristampato una versione dub nel volume 18 del suo perodico split 12”), ne ho recuperato qui la meravigliosa versione cantata/rappata – con il bonus di una attonita Catherine Deneuve che assiste alla presentazione del Carlo Massarini d’oltralpe fingendo grande interesse a tutta la faccenda. E a riprova del fatto che “si è imparato più da tre minuti di una canzone che etc etc etc”, per anni una delle poche frasi in francese che mi vantavo di conoscere – insieme a “Voulez-vous coucher avec moi ce soir, ovviamente – è appunto “fait divers”, cioé “fatto di cronaca” (o anche “brevi di cronaca”). Utilissime, eh. Non avete idea di quanto mi sono state utili, tutte e due. LE CLUB
“Because Saturday night’s not for everyone”, disse lui con tono di sfida. Con questa flyeristica così mirabilmente sospesa tra R&R e nuovo estetismo concettual-televisivo – un po’ “Rectify”, un po’ Lorne Malvo, un po’ Carcosa – e con molti omaggi a Andrew Weatherall (il suo nuovo show radiofonico, che prende il titolo dal pezzo di Chain & The Gang di cui trovate riciclato qui sopra un dettaglio della cover), mentre l’estate 2014 lentamente occupa militarmente le nostre vite, eccoci ad annunciare ai milanesi in ascolto che domani sera si torna a far festa sui Navigli. Luna e papere a mollo saranno la consueta cornice ai beats disco-not-disco e acieee-dub. Ingresso libero e molta (ma davvero molta) simpatia. 65METRIQUADRI
“Because Saturday night’s not for everyone”, disse lui con tono di sfida. Con questa flyeristica così mirabilmente sospesa tra R&R e nuovo estetismo concettual-televisivo – un po’ “Rectify”, un po’ Lorne Malvo, un po’ Carcosa – e con molti omaggi a Andrew Weatherall (il suo nuovo show radiofonico, che prende il titolo dal pezzo di Chain & The Gang di cui trovate riciclato qui sopra un dettaglio della cover), mentre l’estate 2014 lentamente occupa militarmente le nostre vite, eccoci ad annunciare ai milanesi in ascolto che domani sera si torna a far festa sui Navigli. Luna e papere a mollo saranno la consueta cornice ai beats disco-not-disco e acieee-dub. Ingresso libero e molta (ma davvero molta) simpatia. 65METRIQUADRI
“Fourth of July” by X (1987). Ogni anno in questo giorno la riascolto ricordandomi quanto mi piaceva quand’era uscita (ero molto teenager, ok), ogni anno mi ri-sorprendo di quanto sia blanda, pomposa, poco “X”, middle-of-the-road, e di quanto i ricordi siano menzogneri. X (BAND)
I ragazzi del muretto del suono. Collana scoperta solo stamattina, per puro caso. Forse il miglior gioco di parole ever. ACE RECORDS
At our first meeting, I think I told Alan [McGee] that I wanted to be bigger than David Bowie. And he said: “Well, that’s great. Because most people that come to meet me want to be bigger than the Mighty Lemon Drops”. Nicholas Currie (aka Momus) su come è entrato nel catalogo della Creation. (Sì, sto rileggendo il libro di Richard King, stavolta con calma e appuntandomi i dettagli). HOW SOON IS NOW?
“Robin Thicke’s #AskThicke Twitter Q&A got really ratchet, really fast”. LOL del giorno, no contest. COMPLEX MAGAZINE
“Robin Thicke’s #AskThicke Twitter Q&A got really ratchet, really fast”. LOL del giorno, no contest. COMPLEX MAGAZINE

Il resto è pelo nell’uovo, come quando dei 2Many DJs si diceva: “Ma mettono sempre Song 2!”. Stamattina ci si è svegliati scoprendo che, a quelli di FACT, il set di Skrillez a Glasto è tutto sommato piaciuto. O almeno, fatta la tara ai gusti personali, ci trovano – welcome in my caruggio – sufficienti ragioni di sensatezza per capire il senso del fenomeno e non osteggiarlo per principio.

It’s a masterpiece for so many reasons: the way it radically changes rhythm and tempo without those changes ever grating; the earth-shattering dynamic shifts, where it flips from a soaring dubstep track that sounds like a thousand volcanos erupting to an inverted trap thing that sounds like the entire earth has been pulled out from under you; the fact he’s doing it from a fucking spaceship.

It flows brilliantly: every time it breaks down into something recognisable and cheesy it’s at the perfect moment, and the way it brings in festival anthems like “I Can’t Stop” and “First of the Year” without anyone noticing until the drop is so clever – just listen to the reaction when the former comes in. Sure, it’s obviously been meticulously planned rather than running on any kind of instinct, but it’s peak-time at Glastonbury, why shouldn’t he have been rehearsing it for weeks? (…) There’s few fashionable underground DJs who could flip tempo, rhythm and style every three or four minutes of a set and keep it feeling like an experience.
Verissima la cosa degli shift di tempo e del fatto che quasi non si percepiscano. A me poi – al di là del maggior volume di tecnologia impiegato – continua a sembrare la reincarnazione pura e semplice del Fatboy Slim a cavallo del capodanno del 2000. Pure musicalmente, alla fine (l’uso meticcio dell’hip-hop; la maniera corsara in cui vengono infilate le hit; ovviamente il trick dell’intubamento dei pezzi…). Poi, libero di scegliere, temo che io finirò sempre per preferire i 2Many DJs – non fosse altro perché suonano i pezzi e non le tracce – ma qui alla fine non siamo così distanti. FACT MAG

(PS: ma la voce da Paperino quando parla al microfono? Fantastica!)

In effetti, non sembra male. Tanto per toccare con mano (nella misura in cui) quel che si diceva al post precedente – l’entusiastica review di NME del gig di Lana De Rey a Glasto – un’anima pia ha postato il feed integrale della BBC del concerto.

[Inserire qui appunti sulla catarsi “partecipativa” del vedere una crisi esistenziale svolgersi in diretta davanti ai propri occhi («“I wish I was dead already”, Lana Del Rey says, catching me off guard. She has been talking about the heroes she and her boyfriend share – Amy Winehouse and Kurt Cobain among them – when I point out that what links them is death and ask if she sees an early death as glamorous. “I don’t know. Ummm, yeah”. And then the death wish», come raccontava qualche settimana fa Tim Jonze), sul “dolore” come ultima verità rimasta al pop, sul benchmark impossibile lasciato in eredità da Kurt Cobain…]

Visto da qui, lo show di sicuro sembra interessante: meno cliché (e più autenticamente assurdo) il format “Francoise Hardy paracadutata dentro uno sketchbook di David Lynch”, interessante (e per nulla banale, specie nei momenti più chiamiamoli “rock”) la texture musicale costruita sotto la sua voce. Di certo ha imparato bene la famosa lezione di Edith Piaf via Grace Jones: “Use your faults, use your defects/then you’re going to be a star”. NME

Did she enjoy it? It was really hard to say. But the power of her often expressionless blank canvas, is that it lets fans project their lives and stories on to it. NME sul concerto di Lana Del Rey a Glasto. Bello, pare. NME