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“Mon premier concert”. “I hear that you and your kids have sold rocking horses, to buy guitars”. (Cioé, dai, pure l’ampli…). GIOCATTOLI ITALIANI&CO
“Mon premier concert”. “I hear that you and your kids have sold rocking horses, to buy guitars”. (Cioé, dai, pure l’ampli…). GIOCATTOLI ITALIANI&CO
“Queen” by Perfume Genius (Matador Records, 2014). Bello, dai. Altro possibile disco per l’estate. PERFUME GENIUS

(Source: Spotify)

“A Place Called Space” by The Juan MacLean (DFA, 2014). Cosmico ma anche fusionaro nel senso migliore del termine, quasi una versione kraftwerkiana (quello shuffle di spazzole elettroniche a 7’00” che fa subito “Trans Europe Express”…) del classico balearico “Beyond” di Herp Albert. Con in più la voce di Nacy Whang. THE JUAN MACLEAN
DC’s new Batgirl is moving to hipster Gotham to be more like “Girls”. Le novità più rilevanti sul fronte sartoriale: vestirà un giubbotto customizzato di pelle e non la classica tutina di spandex, e ai piedi calzerà dei veri Doc Martens. Andrà a vivere nella “Williamsburg di Gotham City” (Burnside). Segue: elenco di battute umoristiche al riguardo. Segue ancora: sospiro di nostalgia per la Barbara Gordon bibliotecaria della golden age DC. COMPLEX
DC’s new Batgirl is moving to hipster Gotham to be more like “Girls”. Le novità più rilevanti sul fronte sartoriale: vestirà un giubbotto customizzato di pelle e non la classica tutina di spandex, e ai piedi calzerà dei veri Doc Martens. Andrà a vivere nella “Williamsburg di Gotham City” (Burnside). Segue: elenco di battute umoristiche al riguardo. Segue ancora: sospiro di nostalgia per la Barbara Gordon bibliotecaria della golden age DC. COMPLEX

“Vieni, c’è una strada nel bosco”. Annunciaziò annunciaziò: il prossimo 26 luglio (è un sabato), in una villa poco fuori Parma ci sarà un concerto-privato-solo-su-invito di The Field, con corollario di dj-set di amici e parenti tra cui Faulty Kru, Alessandro Talker, sua eminenza Dj Rocca e pure il proprietario di questo tumblr. Vista la natura semi-privata dell‘evento non ci sarà biglietteria on site, ma solo prenotazioni via Musicraiser (vd. link in fondo al post), con diverse opzioni/pacchetti come prevede la consuetudine del crowdfunding.

Il suddetto proprietario di questo tumblr – che, a riprova del fatto che il colpevole torna sempre sul luogo del delitto, aveva già aperto per The Fields lo scorso novembre – suonerà all’inizio di tutto, in pratica durante il déjeuner sur l’herbe che precederà la serata, tra le 19 e le 21. Come cantavano i Marillion (ci sarà qualcosa di più snob di citare i Marillion dentro un promo per The Field?): “Garden party held today they say/Oh please do come, oh please do come, they say”. MUSICRAISER

La migliore della settimana. Risatissime. JOEY NEGRO
La migliore della settimana. Risatissime. JOEY NEGRO
I couldn’t get close to the Queen for security reasons «I was asked to play at the closing ceremony of the Commonwealth Games [in Manchester in 2002] and I spent the whole flight over convinced they’d mistaken me for someone else. I was nervous as anything – and a little disappointed I didn’t get to meet Her Majesty afterwards». Grandmaster Flash. THE OBSERVER
Sunday morning papers/2. Di tutte le possibili considerazioni sulla mania collettiva per gli chef e relativa pioggia di ricadute economiche, il dato che a oggi più mi pare stupefacente è questo: Jamie Oliver – tra ristoranti in franchising, intraprese editoriali, app, canale YouTube eccetera – ha alle sue dipendenze qualcosa come 8.000 persone. OTTOMILA. THE OBSERVER
Sunday morning papers/2. Di tutte le possibili considerazioni sulla mania collettiva per gli chef e relativa pioggia di ricadute economiche, il dato che a oggi più mi pare stupefacente è questo: Jamie Oliver – tra ristoranti in franchising, intraprese editoriali, app, canale YouTube eccetera – ha alle sue dipendenze qualcosa come 8.000 persone. OTTOMILA. THE OBSERVER
Sunday mornng papers/1. “Data analytics is the modern equivalent of the microscope”. Però un paio di anni fa Google – quando si bullò di poter prevedere la diffusione epidemiologica di un virus sulla base delle ricerche degli utenti – prese pure una cantonata pazzesca. Oh, capita eh. THE OBSERVER
Sunday mornng papers/1. “Data analytics is the modern equivalent of the microscope”. Però un paio di anni fa Google – quando si bullò di poter prevedere la diffusione epidemiologica di un virus sulla base delle ricerche degli utenti – prese pure una cantonata pazzesca. Oh, capita eh. THE OBSERVER
Baroncianismi. Da settimane avevo in draft l’immagine a sinistra, scattata l’ultimo giorno del (bellissimo) temporary store di BAO a Brera, e pareva brutto buttarla via. Poi ieri sera in Santeria c’è stato il vernissage per ’Tina, la rivista estemporanea di Matteo B. Bianchi (il 29esimo numero, «per la prima volta dopo 15 anni in edizione cartacea!»), e la copertina l’ha disegnata appunto Baronciani. Per cui… ALESSANDRO BARONCIANI

Neanche una “Nag Nag Nag” piccolina? Una “Kneel to the Boss”? Eddai, almeno “Sensoria”

La noiosità dei miei eroi adolescenziali, capitolo 29.435. “With a line up now consisting solely of machines, multi-screen projections and Richard H Kirk, the first Cabaret Voltaire performance of the 21st Century will feature exclusively new material and no nostalgia”. (A fine agosto, a Berlino. Data ancora da annunciare). BERLIN ATONAL FESTIVAL

“E dopo la trilogia berlinese, la cinquina tedesca”. Il meme migliore di questi Mondiali di calcio, e forse uno dei migliori della storia di Internét. (PS: la copertina di “Voyager” di Momus non c’entra nulla, ce l’ho messa solo per simpatia). JOACHIM LÖW

EDIT: sì, lo so, intanto che postavo i cinque son diventati sei…
EDIT/2: sì, ok, sette

Thick Pigeon, “Subway” (Les Disques Du Crépuscule, 1982). Un piccolo, piccolissimo omaggio alla memoria di Annik Honoré (vedi post precedente). A fermarsi un secondo a pensarci, la quantità di dischi straordinari pubblicati (praticamente in sordina) dalla Crépuscule, è incredibile anche per i parametri di metà anni ’80. THICK PIGEON

“There’s another story too, which got turned into a movie, but that shouldn’t define her”

Ok, Faletti, ci mancherebbe. Ma il morto “nostro” della settimana appena passata è stato Annik Honoré: che le cronache mondane ricorderanno per sempre come “l’amante sfasciafamiglie belga di Ian Curtis”, ma che fu in effetti molto di più, come ricorda questo breve ma toccante (ed elegante, pure) post della Crépuscule – etichetta che peraltro lei co-fondò nel 1980. LES DISQUES DU CRÉPUSCULE