Weekendance

Think fast! Fail fast! Fix fast! And if you miss the 1.0 version, go to my former blog


COMMENTS
ARCHIVE
FEEDS

Sposerò Tony Hadley

Non un libro, non un film, ma il progetto di vita di una tale Alison Evers. Che infatti se l’è sposato, venerdi scorso nel Berkshire. Durante la cerimonia «non sono state suonate canzoni degli Spandau Ballet». Chissà poi perchè. SUNDAY EXPRESS

«Dove credi di andare vestito così, negli Hamptons?»

Per una ragione o per l’altra continua la strepitosa serie di dj-set per rendere favolosa la vostra estate (e pure la mia). Questo è dei Rub’n’Tug, lo scorso 21 giugno al Sunday Best di New York. Party like The Loft never closed down. SUNDAY BEST NY

E già che siamo in tema

Uno dei radio-show dei Massive Attack sul Kiss FM nel 1994. Altro delirione black estivo. TEST PRESSING

“Police in helicopter, a search fi marijuana”

Defininitivo nastrone dell’estate: la parte mixata dal meu amigo Diplo dell’Essential Selection di sabato scorso dei Major Lazer. Il miglior delirione ragga dai tempi di certe C60 primi anni 90 di Dubmaster Spillus. Ma per davvero. BLAH BLAH BLAH

Perchè temere di invecchiare quando al mondo, davanti a te sulla strada dell’ospizio, c’è comunque gente come Tommy Sunshine? DISCOBELLE

Perchè temere di invecchiare quando al mondo, davanti a te sulla strada dell’ospizio, c’è comunque gente come Tommy Sunshine? DISCOBELLE

«Questa pausa è bellissima, dice tutto»

Postato da un tizio che non conosco su Facebook (chi l’ha detto che i social network etc etc etc.), il miglior momento di televisione e-v-e-r: Lilli Carati e Karlheinz Stockhausen intervistati, insieme, a Tg L’Una nel 1981. YOUTUBE

Dal vostro infiltrato nei migliori salotti di Porta Venezia

Poi magari lo sapevate già tutti, ne aveva parlato pure il colonnino di destra di repubblica.it e io ero l’unico coglione all’oscuro di tutto: pare che Sofia Coppola stia girando da tre settimane in un hotel a Milano, (tipo il Principe di Savoia), un film interamente ambientato dentro degli hotel. Ah, ecco, Google – che ne sa sempre più di me – dice che il film si chiama “Somewhere”. Vabbè, mi rendo conto adesso che tutto ciò che sono riuscito a strappare al mio un-grado-di-separazione-con-Sofi – e che già non fosse su Google – è che «lei e Thomas si vogliono molto bene», dopodichè ci siamo messi a parlare di Zooey Deschanel. Sì, come giornalista di gossip faccio un po’ cacare. VIVACINEMA

“Electric Avenue” by Eddy Grant (1982). Non so: ieri mattina stavo leggendo un servizio sulle canzoni dell’estate degli anni che furono, e una delle intervistate – che non mi ricordo se fosse La Roux, Tracey Emin o una Kate Moss a caso – ha menzionato “Electric Avenue”, al che mi son messo a fischiettarla tra me e me dicendo: «però, che pezzo ingiustamente sottovalutato». Dopodichè cercarla su YouTube e non riuscire più a togliermela dalla testa è stato un tutt’uno. Credo di averla ascoltata cinquanta volte di fila. Vittima del tormentone con ventisette di ritardo, forse un record. Però il passaggio in cui la tastiera imita lo smarmittamento della motoretta è notevole, e la base potrebbe averla tranquillamente prodotta Adrian Sherwood. (PS: sì, lo so, “Time Warp” sul retro etc. etc. etc.) EDDIE GRANT

“I saw Woodstock on Google Maps”

Come parzialmente preannunciato la settimana scorsa: capita che la Triennale Bovisa, in un inspegabile impeto di Milano-realmente-città-europea, abbia deciso non solo di organizzare una mostra fotografica dedicata a Woodstock – “Woodstock: The After Party” – ma pure di farla sonorizzare ogni settimana a un dj/giornalista/sound designer diverso. Per farla molto breve, questa settimana tocca al sottoscritto, che ha prodotto un mixtape di cui trovate tracklist integrale qui sotto, e di cui è possibile ascoltare gli ultimi cinque pezzi sul sito di Rolling Stone. Il tema – dovendo proprio sfanfaronare di averne pensato uno – è quello deeply couplandiano dello sfasamento della cronologia, della sovrapposizione delle epoche e dell’inevitabile finire a leggere lo “ieri” con i mezzi tecnici dell’“oggi”. «I saw Woodstock on Google Maps», appunto. TRIENNALE BOVISA

01. Kool & The Gang - Summer Madness (intro)
02. The Velvet Underground - Ocean
03. Mendes & Alcada - Coaster (Idjut Boys version)
04. John Martyn - Big Muff
05. Neil Young - Mr. Soul (12” 1982 extended version)
06. Holger Hiller - Das Feuer (Pilooski edit)
07. Jack Penate - Tonights Today (extended dubbed)
08. The Glass - Wanna Be Dancin (In Flagranti remix)
09. Illés - Nekem Oly Mindegy
10. The Time & Space Machine - Only Dreaming
11. Volcanic Drive - Hardfeelingsuk
12. America - Horse With No Name (Leo Zero rework)
13. The Chambers Brothers - Time Has Come Today

13. (Woodstock crowd rain chant)
14. DJ Falcon & Thomas Bangalter - Together (spoken part)
15. CFCF - Invitation To Love
16. The Faint - Battlehymn For Children (Tensnake dub)
17. The Hollies - The Air That I Breathe

…Senza calcolare che se la cosa l’avesse organizzata un casinista come Bush, le torri sarebbero ancora in piedi. il migliore Umberto Eco degli ultimi vent’anni su dietrologie e teorie cospirazioniste varie, sull’Espresso di questa settimana
Al di là della foto promozionale dell’evénto (scattata giovedì scorso, e che a me fa tanto venire in mente quel passaggio da “Songs for Drella”: «I’ll put the Empire State Building on your wall / for 24 hours glowing on your wall») è gradita l’occasione per invitare tutti voialtri lettori, domani – giovedì 23 – al tramonto, alla Triennale Bovisa di Milano, dove metto i dischi all’interno della rassegna “Woodstock – The After Party”. Ingresso libero, ampio parcheggio, free entry alla mostra di Woodstock etc etc etc. Inizio alle 19.30, fine rigorosamente alle 22.30 perché poi c’è il Cinema all”Aperto Triennale Bovisa, che domani sera presenta – incredibilmente – “Al di là di tutti i limiti / Less Than Zero” (incredibilmente perché ne parlavamo giusto l’altro giorno). Comunque, davvero: avessi mai dovuto scegliere un film da proiettare dopo un mio dj-set non avrei saputo scegliere di meglio…
Ah, poi c’è pure il mixtape, ma ve ne parlo venerdì. TRIENNALE BOVISA

Al di là della foto promozionale dell’evénto (scattata giovedì scorso, e che a me fa tanto venire in mente quel passaggio da “Songs for Drella”: «I’ll put the Empire State Building on your wall / for 24 hours glowing on your wall») è gradita l’occasione per invitare tutti voialtri lettori, domani – giovedì 23 – al tramonto, alla Triennale Bovisa di Milano, dove metto i dischi all’interno della rassegna “Woodstock – The After Party”. Ingresso libero, ampio parcheggio, free entry alla mostra di Woodstock etc etc etc. Inizio alle 19.30, fine rigorosamente alle 22.30 perché poi c’è il Cinema all”Aperto Triennale Bovisa, che domani sera presenta – incredibilmente – “Al di là di tutti i limiti / Less Than Zero” (incredibilmente perché ne parlavamo giusto l’altro giorno). Comunque, davvero: avessi mai dovuto scegliere un film da proiettare dopo un mio dj-set non avrei saputo scegliere di meglio…
Ah, poi c’è pure il mixtape, ma ve ne parlo venerdì. TRIENNALE BOVISA

“Heartbreaker” by MSTRKRFT feat. John Legend. Secondo qualcuno “il” pezzo dell’estate. Capisco perchè piaccia (il pianoforte ha qualcosa di billyjoelliano, “All for Leyna” se vogliamo proprio essere pignoletti) ma personalmente lo trovo materiale da daytime radio o poco più (Pandolfi, cazzo, tu che hai ancora uno show alla radio nazionale…), ma il video non è affatto male. MSTRKRFT