“I saw Woodstock on Google Maps”
Come parzialmente preannunciato la settimana scorsa: capita che la Triennale Bovisa, in un inspegabile impeto di Milano-realmente-città-europea, abbia deciso non solo di organizzare una mostra fotografica dedicata a Woodstock – “Woodstock: The After Party” – ma pure di farla sonorizzare ogni settimana a un dj/giornalista/sound designer diverso. Per farla molto breve, questa settimana tocca al sottoscritto, che ha prodotto un mixtape di cui trovate tracklist integrale qui sotto, e di cui è possibile ascoltare gli ultimi cinque pezzi sul sito di Rolling Stone. Il tema – dovendo proprio sfanfaronare di averne pensato uno – è quello deeply couplandiano dello sfasamento della cronologia, della sovrapposizione delle epoche e dell’inevitabile finire a leggere lo “ieri” con i mezzi tecnici dell’“oggi”. «I saw Woodstock on Google Maps», appunto. TRIENNALE BOVISA
01. Kool & The Gang - Summer Madness (intro)
02. The Velvet Underground - Ocean
03. Mendes & Alcada - Coaster (Idjut Boys version)
04. John Martyn - Big Muff
05. Neil Young - Mr. Soul (12” 1982 extended version)
06. Holger Hiller - Das Feuer (Pilooski edit)
07. Jack Penate - Tonights Today (extended dubbed)
08. The Glass - Wanna Be Dancin (In Flagranti remix)
09. Illés - Nekem Oly Mindegy
10. The Time & Space Machine - Only Dreaming
11. Volcanic Drive - Hardfeelingsuk
12. America - Horse With No Name (Leo Zero rework)
13. The Chambers Brothers - Time Has Come Today
13. (Woodstock crowd rain chant)
14. DJ Falcon & Thomas Bangalter - Together (spoken part)
15. CFCF - Invitation To Love
16. The Faint - Battlehymn For Children (Tensnake dub)
17. The Hollies - The Air That I Breathe