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Ma anche una buona azione, via

Premesso (1) che io son davvero (e dimolto) convinto che le riviste – come qualsiasi altra attività commerciale – devono restare in vita fino a che stanno dentro al mercato e le sue spietate (ma realistiche) regole, altrimenti si chiamano fanzine, passioni personali, sfizi di onan, dopolavori ferroviari: però non battono cassa nel nome del pluralismo dell’informazione, nè (finanziariamente) con lo Stato, né (moralmente) con noi lettori. Premesso (2) che siam tutti bravissimi a fare i ganassa che non si sporcano le mani con le marchette del féscion, salvo poi diramare accorati s.o.s. appena i conti non tornano, ma anche in quel frangente senza mai mancare di spalettare un po’ di concime su chi invece le manine nella palta del féscion ce le infila ogni santo giorno (neanche poi la compresenza di uno shooting con sei maglioncini di cachemire rendesse meno “degna” un’intervista ai Sonics pubblicata dieci pagine prima: ecco, questa è una cosa che io non ho mai capito. Ma io ho venduto il culo al féscion, si sa, per cui forse non faccio testo).

Premesso pure (3) che il Mucchio ci ha per anni – in gestione precedente – assai rotto i coglioni con una sorta di “dovere morale” di mantenerlo in vita, perché, figurarsi, solo tuuu/mi sai dare, e allora vai con gli editoriali deamicisiani, le lacrime napulitane, le sceneggiate “noi unico baluardo” e le tammurriate “tutti ci vorrebbero chiusi perché siamo l’unica voce realmente libera in questo mondo di marchettari” (all of this mentre si incassavano cospicui finanziamenti – legali e legittimi, per carità diddio – sempre nel nome della pluralità dell’informazione). Ecco, tutto ciò premesso, il Mucchio ha lanciato oggi una campagna “finale” di autofinanziamento, e nonostante uno dei temi sia il solito ricattatorio “se non ti abboni, io mmuoro”, mi pare che per una volta ci sia la capacità (almeno) di evitare la tammurriata e di trattare la situazione con un po’ di maturità e (perfino) autoironia. Il passaggio in cui si dice che bisogna salvare il Mucchio perché altrimenti tutto ciò che resterà saranno «le copie del Mucchio di tuo fratello maggiore che ti porti a vendere a un banchetto di antiquariato» è tragicamente, ma sagacemente, adeguato ai tempi.

Quindi, sostegno alla causa. (Soprattutto, perché a fare quel giornale ci stanno pure persone che considero un po’ amiche e che stimo. Oltre a un paio d’altre che mi stanno parecchio sul cazzo, ma di cui ho un’opinione altissima. E qualche inevitabile vecchia carampana che leggo praticamente sin da quando ero bimbo). MUCCHIO SELVAGGIO